More servicesWindows Live
HomeHotmailSpacesOneCare
 
MSN
Sign in
 
 
Spaces home  S i n i s t r i P e n ...PhotosProfileFriendsMore Tools Explore the Spaces community

S i n i s t r i P e n s i e r i

C o e r e n t i C o n t r a d d i z i o n i

Militanza

Secondo giorno consecutivo di episodi di platale intolleranza etnica.
Stavolta però ciò a cui io e Vittoria abbiamo assistito è molto grave,
al di là del limite massimo dello schifo più insopportabile.
Salite le scale della stazione precipitosamente,
siamo riusciti a salire sul treno giusto in tempo.
Prima di accedere nella carrozza, bisognava aspettare che una donna,
evidentemente non italiana, del tipo cosiddetto "rom" o roba del genere,
(non voglio ripetere il discorso del post precedente riguardo la definizione
di queste persone) riuscisse a portare fuori dal treno un passeggino
con un consistente carico di bottiglie di acqua.
Vista la sua difficoltà, mi sono avvicinato e le ho prestato aiuto
prima di salire sul vagone nonostante la mandria di capre dei passeggeri
che oltre a fregarsene della signora mi complicava molto l'azione.
Salito sulla carrozza con Vittoria, un ragazzino di circa 13/14 anni
è corso verso di noi e, messosi in piedi sul sediolino del treno
che precedeva il mio, si è sporto dal finestrone e ha sputato
la saliva più schifosa e ripugnante di questo mondo
verso il volto della signora incapace di sbrigliare la sua indignazione,
come se fosse per lui la cosa più importante da fare oggi.
Fortunatamente l'intollerante ormone esocrino è finito sulla veste della donna,
ma questo è solo un insignificante dettaglio.
Lì ho capito che era destino che io potessi avere la possibilità
di riparare alla mia immobilità nell'episodio di ieri.
Così ho attirato l'attenzione del vomitevole yak umanoide prendendolo per il braccio
e con un insolita e convinta anche se un pò montata espressione intransigente
gli ho intimato di smetterla perchè non vedevo motivo di fare un atto del genere.
La mia riluttanza nei confronti della violenza e un pò di paura
mi ha spinto non so come a non agire con le mani ma con le corde vocali. 
La cosa orrenda è che se non mi fossi mobilitato almeno verbalmente io,
quel lurido guappetto di bronx avrebbe inviato melme liquide verso la donna
forse anche fino a vomitare e fino a domani mattina e,
arrivato a Napoli col treno, avrebbe continuato nel suo intento,
lanciando i prodotti delle sue ghiandole salivari e i suoi raschi mucosi
con gittate chilometriche pur di infierire nella demolizione della dignità dell'inerme donna.
Anzi: i nostri condivisori della zona della carrozza incitavano il ragazzino nel perpetuare
il suo atto, con degli incomprensibili "Rall n'guoll!" che tradotto è "Dalle addosso!"
Almeno stavolta sono riuscito ad avere un ruolo positivo in una situazione del genere.
Vittoria mi ha detto poi che durante la salita sul treno quel ragazzino aveva dato
con stizza un calcio alla donna rom che intralciava quell'entrata del vagone
e che gli sputi siano stati forse la conseguenza di una reazione verbale della donna
alla percossa subita dal piccolo razzista dalla gola raschiante. 
Non ho bisogno di aggiungere altro: parla da sè l'oggettività dell'episodio.

Etichette

Stamattina sono andato con la famiglia in chiesa per la comunione di due miei cugini.
Odio presenziare noiosamente fuori dalla chiesa rigurgitante di persone e con 33° all'ombra
durante celebrazioni religiose così gonfiate in quanto ad apparenze come le comunioni.
Oggi però mi sono dato un bel pizzicotto sulla pancia e con le corna storte ci sono andato.
Vegetando all'esterno della chiesetta in compagnia del mio chewing-gum,
ho notato, su uno scalino all'uscita dell'edificio saturo di schiaffi alla miseria,
la presenza di una donna mendicante con due figlie di circa 9 e 3 anni.
Questa donna era insomma una rom, zingara, insomma, definitela voi, che a me da fastidio.
Aveva i capelli legati e uno sguardo segnato e rassegnato.
Nei pressi di questo trio solitario di povere, c'era una signora con una figlia di circa 4 anni.
Per convenienza chiamerò la straniera donna, e l'altra signora.
Le due avevano in quel momento aperto contemporaneamente le proprie borse.
Che scena, mi ha fatto quasi senso.
La donna ha preso del pane raffermo e lo ha diviso con le figlie.
La signora ha estratto dalla borsa pataccata, camosciata e luccicante
un cellulare all'ultimo grido altrettanto pataccato e schiaffeggiante alla miseria.
Pochi minuti dopo, le due bambine più o meno coetanee, una povera, l'altra di certo non,
si sono scambiate degli sguardi e la bambina mendicante ha cominciato a salutarla.
L'altra bambina ha ripetutamente provato a raggiungere la nuova amichetta
ma la signora le ha impedito di avvicinarlesi a suon di schiaffi
e di parole fortemente intimidatorie per una bambina di quell'età.
La bimba mendicante, delusa, ha iniziato a piangere, abbracciando la madre
che a sua volta le consigliava di lasciare stare l'altra bambina per quieto vivere,
trovando conforto nel mio sorriso sconfitto e depresso distante da lei 5 metri di scale.
Avrei voluto, ma non ho agito. Intrappolato nella ragnatela del contesto.
L'abbigliamento mi etichettava, anche se non molto
(chiedere informazioni a mia madre che molto evidentemente non accetta
il mio essere semplice stilisticamente parlando anche in occasioni come questa),
come membro della gentaglia di cui fa parte la signora.
Ma dentro di me, io ero fortemente dalla parte di quelle tre donne
sedute così in basso sulla scalinata ma con un futuro posto già così alto nel cielo.

29 giugno

Si, è festa a casa mia il 29 giugno. Onomastico mio e di mio fratello Paolo.
Scelsi io il suo nome nove anni fa: ci tenevo a festeggiare con lui questo giorno.
Purtroppo è cresciuto con una certa ostilità nei miei confronti, siamo molto poco affettuosi tra noi
ma sono consapevole del fatto che mi vuole bene e che mi considera un esempio da seguire,
tant'è vero che sono motivo di vanto per lui quando parla con i suoi amichetti.
Anche io gli voglio bene anche se non mi piace molto il suo carattere.
Ieri mattina, col treno, l'ho portato con me a Pompei alle giostre,
cosa che non tutti i 17enni fanno con i propri fratellini, credo.
Fino ad un paio di anni fa festeggiava con noi anche il mio omonimo nonno: Pietro Cositore.
Oggi ho insistito per andare con i miei genitori e mio fratello al cimitero per fargli gli auguri,
anche perchè qualche notte fa è stato protagonista di un mio incubo notturno che ancora mi tormenta:
sarà stato un segno poichè era molto tempo che non andavo a trovarlo?
In ogni caso, stamattina ho messo fine anche a questa paranoia.

Moviola

E' mai possibile che impiego 15 minuti per tagliarmi le unghie della mano sinistra
e addirittura 45 minuti per tagliarmi quelle della mano destra?
Nella non frequente circostanza in cui mi taglio le unghie
ricordo quando da piccolo avevo la fobia del barbiere
e ai pomeriggi che spendevo nelle loro sale
facendoli penare per ore ed ore con annessi pianti di disperazione.
Non era un caso che portavo quasi sempre capelli a caschetto e lunghi.
Ero una specie di Sansone contemporaneo
con l'unica variante che la forza non ce l'avevo, a prescindere dai capelli.
Oggi invece non ho più paura dei barbieri, anzi,
non si dimentichi che io sono sempre l'autore della goliardica pazzia, non ripetuta in seguito
solo a causa del sequestro delle tinture da parte di mamma e delle bestemmie di Vittoria .
Eppure qualcosa è rimasto intatto: ogni volta che con la lametta il barbiere mi fa un taglietto,
rischio seriamente di perdere i sensi a causa di un processo consequenziale non definibile.
Magari questo processo illogicamente logico si verificasse solo dal barbiere...
Perdo i sensi troppo facilmente. Ma questa è una storia troppo lunga.
 
 

Dilemma

Come possono formarsi in prospettiva ed in un modo decente
le personalità e le menti di milioni di alunni
se solo una parte degli insegnanti
e di coloro che sono inseriti nel sistema scolastico
non è costituita da persone mentalmente deviate?
Io proporrei di far sottoporre a visite psichiatriche
chiunque si accinga a diventare insegnante:
non si può pretendere da tutti i ragazzi 
l'auto-acquisizione di criteri di giudizio della realtà che ci circonda,
lo spontaneo sviluppo delle abilità cerebrali non legate alle nozioni,
non tutti hanno la capacità di svincolarsi da certe influenze negative.
Una volta credo che gli insegnanti erano dei veri e propri guru,
rispettati malgrado severità e distanza,
oggi capita che gli alunni (tra cui talvolta purtroppo anche il sottoscritto)
osino presumere di essere persone migliori dei propri insegnanti già in gioventù.
Guide carismatiche meritevoli scarseggiano nel mondo dell'istruzione,
di arroganti e gonfiate ce ne sono molte però: quelle sopravvivono purtroppo.
Ed in ogni caso il sistema scolastico è messo decisamente male, genericamente parlando.

La dura vita del bracciante

Non so nè da dove nè come iniziare.
Non è facile quando si è in un baratro o in un tunnel.
Quindi, non iniziando bene, non sono neanche a metà dell'opera.
Qui nessuno mi vieta di esprimermi come meglio mi pare.
Il blog mi degna di certo più di 4 minuti al telefono giornalieri fatti di isterìe gratuite.
Anzi, lui mi aspetta, mi ascolta, è disponibile con me, proprio com'è la mia indole: disponibile.
Io non posso essere il tuo perenne punchball semplicemente perchè non te lo meriti.
Vorrei sapere chi ha deciso i ruoli in questo rapporto.
Io comparsa e tu protagonista.
Tutto deve essere analizzato in funzione tua.
Ma è tanto difficile capire che una coppia è formata da due persone?
Non sono un esibizionista, quindi il protagonista nemmeno lo farei con piacere.
Però neanche puoi trasformarmi in antagonista, perchè io ti voglio un bene infinito,
un potenziale d'amore smisurato che inspiegabilmente riesci ad annullare e a non considerare.
Io bracciante e tu latifondista.
Non posso mai dissentire dagli ordini del capo.
L'unica cosa a cui ho diritto coincide con il mio dovere.
Fare questi sprechi d'amore è davvero uno schiaffo alla miseria sentimentale di chissà quante persone.
C'è chi ama avere ragione: beh, io vorrei tanto avere torto.
 
Odio il tuo egoismo, ancora di più la tua prepotenza.
Non è possibile che meriti attenzione solo chi alza la voce,
sbraita, piange, si dimena e usa le mani e le unghie.
E chi come me soffre in silenzio, o meglio intavola discorsi anzichè risse?
Ti ho dato il mio cuore, non la mia dignità, ma ti sei presa anche quella.
 
Inoltre, qualsiasi litigio possa verificarsi tra noi, di certo non ti verrei a demolire le certezze del rapporto.
Perchè in fondo, almeno per me, c'è in ogni caso un elemento irremovibile su due piedi: l'amore.
 
Semino predisposizione ed amore, raccolgo indifferenza e rancore.

Corro

Mi appartiene totalmente e per niente questa voce verbale.
Per niente perchè sono molto calmo nel mio vivere quotidiano.
Allo stesso tempo sento di correre ogni giorno.
Correre con i pensieri, con i desideri, con le aspettative, con la crescita.
Correre troppo con i neuroni tanto da giocare d'azzardo con la mia mente ed i suoi tarli.
Percepisco spesso uno squilibrio temporale nella mia dimensione vitale.
Frequentemente mi capita di sentirmi fuori dal tempo. E non solo.
E allora, ora che la mia bici è fuori uso, corro.
Fare jogging mi dà un senso di libertà,
mi consente di allontanarmi da ciò da cui sento di dovermi dissociare.
Ma la fatica fisica sottolinea la difficoltà nel compiere questo atto.
E mi ricorda che la mia esistenza è legata a questi luoghi, a queste persone, a questa realtà.
  

Euforia

Che la scuola sia finita oggi, è un dettaglio in questo momento per me.
Poco fa ho avuto una piccola ma importante rivincita personale.
Rischio seriamente di avere trovato un lavoretto estivo.
E' stata una serata molto lunga nonostante sia durata solo quasi tre ore.
Sono sceso da casa con le idee chiare: propormi al gestore della mia pizzeria di fiducia
per provare a farmi assumere almeno in prova come cameriere.
Era da marzo che chiedevo ai miei genitori di aiutarmi a trovare un lavoretto estivo:
questione di dignità perchè odio chiedere soldi il sabato,
questione di rabbia perchè odio lo stupido confronto generazionale che mio padre mi fa puntualmente.
"Io alla tua età facevo lo scaricatore di mobili", "Il lavoro me lo sono sempre trovato da solo" :
sono frasi che mi si rinfacciano troppo spesso. Era ora di darci un taglio.
Visto che loro non si sono preoccupati molto della mia richiesta di aiuto,
io ho preso l'iniziativa e prima di uscire di casa li ho informati delle mie intenzioni.
Mio padre ci è rimasto un pò male: non si aspettava forse tanta intraprendenza.
Infatti mi ha detto che avrebbe anche potuto provvedere lui a parlare
con qualche suo amico per farmi fare qualche lavoretto.
Troppo tardi, caro papà. E' ora di crescere: via le chiacchiere, ecco i fatti.
Così stasera, dopo avere mangiato la solita pizza con Vittoria che era al corrente di ciò che avrei fatto,
mi sono avvicinato al capo del locale e, chiamatolo in disparte, mi sono fatto coraggio nel propormi
con il mio solito garbo e le mie idee chiare, idee di chi non ha niente da perdere.
Mentre parlavo con Armando, ho lanciato un'occhiata alle mie spalle verso Vittoria,
seduta ancora al tavolo n°10, in modo tale da trovare la lucidità per portare a termine il mio discorso. 
In effetti era il mio primo colloquio di lavoro, tu eri lì a darmi forza solo con la tua presenza: che bello.
Armando ha appuntato il mio numero di cellulare dicendomi che mi avrebbe tenuto in considerazione.
Spero di avere fatto la cosa giusta.
Anzi, ne sono piuttosto certo: ho fatto ciò che volevo davvero, conquistandomelo da solo.
Sono soddisfazioni. Nostre.
Ora sono a casa. I miei genitori non mi hanno neppure chiesto com'è andato il "colloquio".
Ma ormai mi importa poco: ho imparato ad accettare la loro superficialità anche se non la tollero.

Inventiva

Cosa mangia per cena il diavolo? Un pan-demonio!

Prodigio

Penso a quando mi ritenevano in molti un bambino prodigio.
Ancora oggi molte persone mi stimano tanto.
Doti di apprendimento, intuizione matematica?
Non bastano abilità del genere per essere un gigante.
Ve lo dico io questo prodigio dove sta.
Si, nella testa, questo lo avete indovinato.
Ma consiste nella calma, nell'equilibrio quotidiano.
La tranquillità manca a parecchie persone.
Tutti schizofrenici, scoppiati, spasmodici.
Oppure iperattivi come imbottiti di cocaina.
Parlo soprattutto dei miei coetanei, ma non solo, anzi...
Qua si stanno perdendo di vista le cose che davvero contano.
Non si riesce più a trovare il tempo neanche per stare dietro al tempo stesso.
Figurarsi quindi per stare dietro a sè stessi.
E figurarsi ancora di più per stare dietro agli altri.

Rime spaziali

Sono come la Terra. Anzi, lo sono sempre stato.
Che similitudine perfetta che ho trovato.
Non solo devo badare al mio moto di rotazione, ma anche a quello di rivoluzione.
E tu, sole, potresti per una volta ruotare intorno a me, badare alla mia storia, 
anzichè restare lì ad aspettare la mia traiettoria?
Scava nella memoria:
nota quante volte ho assecondato la tua pigrizia.
La tua inerzia, per me non è un'inezia.
Gioco forza sono costretto a girarti intorno senza meta:
senza la tua luce, non ci sarebbe vita sul mio pianeta.
Però poverina questa Terra, che gira in eterno,
come una trottola roteante, sempre senza un perno.
Poverina questa Terra, che sempre più spesso si duole
poichè deve far fronte alle eclissi di sole.
 

Linciatemi, o quantomeno smentitemi

Col passare del tempo, sono sempre più dell'idea
che la gente non vuole cercare, è troppo pigra:
al massimo, accetta di essere trovata.
Cerca solo occasionalmente per soddisfare bisogni istantanei.
E questo secondo me non va per niente bene.
 

Solo sei

Chiamato a rapporto da Mauro,
colgo al volo l'invito a partecipare al meme del mese.
Tematica di aprile: elencare sei cose che mi piace fare.
Rischia di finire nel banale una richiesta del genere,
a me scrittore il compito di scongiurare questo rischio. 
  1. Sentirmi amato davvero. (Questa non poteva proprio mancare)
  2. Stare da solo in casa. (Sembra di essere in un'altra dimensione)
  3. Fare il giocoliere con le mie tre palline. (In realtà erano del gatto di Vittoria)
  4. Stupirmi. (Di me, del mondo. Degli altri non capita spesso.)
  5. Regalare sorrisi. (A chi lo merita)
  6. Stare per strada alle 7 del mattino. (Sei giorni su sette)

Forte predisposizione

In futuro, spero di essere un genitore ed un coniuge migliore
rispetto agli esempi che il mio nucleo familiare mi propone.
Basta con il padre padrone.
Basta con offese e bestemmie.
Basta con chi non ha ancora capito i miei orari dopo 7 mesi di scuola.
Potrei andare avanti fino a domattina, con un elenco che sembrerebbe una lista da spesa.
Non mi hanno fatto mai mancare niente.
Ma è certo che non è da questo che si evince la bontà di un genitore.
Cerco sempre di accettare la situazione, di comprenderli nelle loro azioni.
Ma spesso credo che addirittura io farei di meglio al loro posto.
Non nella gestione economica, nè condominiale, nonono.
Il disagio familiare che traspare da queste mie parole è troppo abitudinario.
E l'assuefazione a bruttezze del genere non sempre riesco a tollerarla.
Quantomeno da questa perenne e scricchiolante situazione
credo di avere capito qualcosa,
di avere assunto criteri di giudizio che mi renderanno in futuro un uomo migliore.
O almeno lo spero. 

Colpo letale

Che mazzata incredibile per la sinistra italiana.
Credo fortemente che l'Italia sia l'unico Stato, oltre agli USA, 
a non avere rappresentanti della sinistra in parlamento.
Per la Sinistra Arcobaleno i risultati sono stati agghiaccianti.
C'era un potenziale dell' 11%-12% di consensi alla camera e al senato,
ci si è ritrovati con un bricioloso 3,1% e 3,2%.
Neanche un seggio in nessuna delle due camere, pazzesco. 
Berlusconi ed il pericolosissimo Bossi faranno il bello ed il cattivo tempo.
Speriamo che si ricordino che l'Italia comprende anche noi poveri disgraziati del sud.
Ma con Bossi al potere c'è poco da sperare.

Siamo così diversi dalle bestie?

Ieri mattina un ragazzo della mia scuola, un mio coetaneo,
tentando di sedare una rissa scoppiata per un paio di occhiali rotti,
è stato spintonato con forza verso la strada perdendo l'equilibrio
ed è morto schiacciato sotto la ruota di un tir che transitava in quell'attimo.
Non ho assistito alla scena, nè conoscevo di persona il povero ragazzo.
Stamattina a scuola ho trovato un ambiente logicamente surreale.
Una tristezza, una depressione e uno sconforto esponenziali
a tal punto da farmi sentire così male, quasi fino a svenire.
Andato via da scuola anzitempo grazie a mia madre
che mi è venuta a prendere dopo una mia telefonata,
onde evitare un eventuale collasso,
un ragazzo ha minacciato con una pistola a piombini la vicepreside
non so precisamente per quale motivo.
E poi dicono che non bisogna essere pessimisti.
Come si può non esserlo quando accadono cose del genere?
 
Una cosa è certa: il peggio è sempre di chi muore.

ll tempo

...passa mentre aspetti qualcosa in più,
ma non rimette a posto niente se non lo fai tu.
Maledette, intollerabili ed insopportabili inerzie.

Prendo posizione

Questi test sulla politica mi hanno sempre affascinato e divertito.
La politica non mi annoia per niente, la corrente di antipolitica non mi travolge.
Purtroppo, essendo nato il 16-02-1991, non posso ancora votare.
Eppure sento di avere raggiunto una posizione politica quantomeno orientativa.
Questi risultati credo rispecchino pienamente la mia attuale posizione.
Dovessi votare il prossimo 13 aprile, sceglierei "Sinistra Arcobaleno".
Fino ad un pò di tempo fa, ero piuttosto vicino al PRC, sempre con Bertinotti, insomma.
Essendo giovanissimo potrei ridefinire in futuro la mia posizione,
ma di certo credo non la stravolgerò.
In alternativa, potrei anche restare dove mi sono schierato finora, perchè no.
 
 
Image Hosted by ImageShack.us

Pasquamara

Che giornata pessima, poteva andare peggio?
Non so, sarà colpa del post precedente che mi avrà portato una scalogna enorme.
In ogni caso, ora sono qui a sopportare la mia tristezza acuta
che da stamattina mi fa compagnia in pianta stabile.
 
Tu...tu...ma non so neanche cosa dirti, cosa scrivere.
Ho paura di sputtanarti come non dovrei.
Perchè io mi preoccupo dei tuoi sentimenti. Troppo.
Al contrario, qualcun'altra...
...se ne frega dell' ora e mezza che ho passato ad aspettare davanti ad una chiesa
nonostante un freddo cane ed un vento rompiscatole,
a causa di una tua telefonata "non riuscita", "impossibilitata",
a causa di una tua mancata informazione,
a causa della tua pigrizia che in tutti i modi cerchi di giustificare.
...se ne frega delle parole taglienti come lame
lanciandole come se niente fosse,
mirando accuratamente il bersaglio,
in un momento di rabbia del tutto ingiustificata.
...se ne frega se mi tratta come il più orribile fantoccio del mondo
violando la mia dignità con gesti concreti ed umilianti a dir poco intollerabili.
 
Da parte mia, unico neo è stato il mio unico gesto di reazione,
quel dito medio alzatoti contro a distanza per frustrazione e delusione.
 
Io invece conservo sempre la mia calma, la mia tranquillità.
Evidentemente non incuterò mai rispettabilità finchè non perderò
il mio essere pacato, quieto e disponibile.
 
Io devo essere sempre il parafulmini, il punchball, come è per abitudine.
 
D'altra parte, ubi maior minor cessat.
E ancora non ho capito chi mi ha assegnato il ruolo del soggiogato.  
 
Ricorda che mia madre dice che io sono come l'acqua cheta, quella che rovina i ponti.
 
P.s.: oggi pomeriggio sono venuto sotto casa tua senza trovarti.
Non bastavi tu, mi ci metto anch'io a farmi del male.  
 

Introspezione

Mi stupisco sempre più di me stesso.
Capita che mi senta abulico e spento.
Ma sono decisamente poco costante.
Capita anche che ogni mio atomo dia il massimo per un medesimo scopo.
Sono il re degli eccessi non stereotipati.
Scoppio di rabbia, di odio, di amore e di entusiasmo, quasi come un bambino.
Riprovo sistematicamente le mie emozioni infantili.
Di certo non le provo come allora, quando con mio nonno
guardavo arrivare un treno alla stazione oppure vedevo l'orafo alle prese con i metalli fusi
oppure il macellaio affettare carne oppure il restauratore di mobili martellare.
Eppure, pensandoci, rifacendo queste cose, forse mi entusiasmerei ancora come anni fa.
Ho un oceano nelle vene.
Non controllo ancora i miei sentimenti, non sono ancora l'autocrate di me stesso.
Chissà se lo sarò in futuro.
Frattanto, il presente mi dà segnali eloquenti riguardo il mio potenziale emotivo.
Se quello espresso mi fa paura, figurarsi quello ancora sommerso.
Questo potenziale mi rende il peggior nemico di me stesso.
Rischio di essere altamente autodistruttivo.
Continuo questo mio percorso a moscacieca.
Sperando che quel potenziale non si riveli di nuovo
come nel passato una fatale bomba-boomerang.
 
 
 
 

Due anni insieme

Il tempo passa, ma tu non passi mai.
Nonostante i frequenti attriti,
c'è un qualcosa di saldo alla radice
che non ci lascia altra scelta
se non di continuare paralleli nel nostro percorso.
Eppure mi hai cambiato la vita, Vittò. Ti amo.
 
P.s.: Grazie mille per il disegno con dedica che mi hai regalato,
è il dono più bello che tu mi abbia dato, lo apprezzo molto.
 
Leggendo la dedica, credo che anche io ho cambiato la tua vita.
Sono felice di farne parte in pianta stabile,
speranzoso di esserci anche in futuro,
con lo stesso entusiasmo, gli stessi occhi
e lo stesso sorriso rassicurante dei nostri giorni migliori.

Segni di squilibrio

In effetti ultimamente mi sono comportato in modo strano.
Mia madre afferma che sto dando segni di squilibrio, senza usare mezzi termini.
Ripercorriamo le tappe di questo pazzo periodo,
analizzando i vari punti che hanno spinto mia madre a ritenermi uno squilibrato,
nonostante fosse all'oscuro dell'ultima mia cavolata narrata nel post precedente.
  • Capelli. Come poter mai non richiamare alla memoria la mia follia di un paio di settimane fa, quando decisi di tingermi i capelli di rosso per una mattinata. Mia madre restò alquanto scossa vedendomi tornare a casa da scuola conciato in quel modo ma incredibilmente non mi spiattellò contro la classica sgridata epica: si limitò a non darmi un euro per l'intero weekend e a sequestrarmi le due bombolette spray che avevo acquistato per la tintura, temendo che l'avrei rifatta in seguito.
  • Collasso. Difficilmente sarò un medico da grande. La Snai lo quota 1 a 1000. E' risaputo che io sia molto suggestionabile alla vista di scene di film horror e soprattutto non è mai accaduto che io facessi le analisi del sangue senza svenire poco dopo. Addirittura non sopporto essere tenuto per i polsi o qualsiasi altra articolazione. Una decina di giorni fa, ero con la classe in laboratorio di scienze per osservare il cuore di un suino e l'apparato respiratorio di una gallina. L'insegnante aveva detto che chi sapesse di essere impressionabile alla visione di roba del genere, poteva benissimo starne alla larga. Quando fece questa precisazione, naturalmente io ero in bagno. Nonostante non l'avessi ascoltata, durante la visione e la successiva manipolazione e sezione degli organi con tanto di aggeggi chirurgici, mi tenevo decisamente a distanza dal banco di lavoro. Dopo mezz'ora di assuefazione alla situazione, è riemersa la mia inconscia repulsione per queste cose. Non era la vista dei ventricoli del maiale, nè dei polmoni della gallina, nè dell'insegnante che si divertiva a stracciare tendini del miocardio e coronarie varie, nè il giocare all'allegro chirurgo da parte dei miei compagni a darmi fastidio, bensì la puzza nauseante, almeno per me. Così improvvisamente caddi come corpo morto cade (volendo citare un verso di Dante che ritrae benissimo la scena che accadde). Stando ai vari racconti, successe il finimondo: ragazzi che gridavano, insegnanti sbiancate in volto, un mio compagno che corse giù a chiamare l'ambulanza con il preside e una segretaria che non gli davano il permesso perchè volevano prima saperne di più dell'accaduto. Fortuna volle che con noi in laboratorio ci fosse occasionalmente una laureanda in medicina che mi prestò i primi soccorsi. Solito collasso comunque, cosa a cui sono bene avvezzo in situazioni del genere. Tutto è bene quel che finisce bene.
  • Pigiama. Una sera, non trovando il mio pigiama, capitò che, essendo molto assonnato, indossai il primo che trovai nell'armadio: un grazioso, tenerissimo, sdolcinato, coccoloso e candido pigiama rosa. Ammazza che figura di merda farmi vedere dal vicino con quella pacchianata addosso. Nonostante gli sfottò dei miei genitori e soprattutto di mio fratello ancora non placatisi del tutto, l'ho indossato per una settimana intera.
  • Sanremo. E' normale che un novello diciassettenne segua per l'intera serata l'ultima puntata di Sanremo fino alle 2 di notte?
  • Dentifricio. Giocando con mio fratello, mi ero messo del dentifricio sul viso in modo tale da sembrare un pellerossa. Peccato che il dentifricio abbia avuto un'azione corrosiva sulla pelle del mio volto, tanto da determinare la comparsa di chiazze rosse soprattutto sugli zigomi. Ora la pelle è meno rossa, ma decisamente secca, tanto da sembrare sul punto di squamarsi.
  • Giocoleria. Ero a casa di Vittoria. Il suo gatto, quella pellacchia morta di grasso di Minou, era in amore e mi rompeva un pò le scatole girandomi attorno come una zanzara, lei che nell'unica volta che provai ad accarezzarla mi lasciò una bella gamma di scippi sanguinanti sulla mano (ma non svenni XD). Così per allontanarla presi a lanciarle contro le sue tre palline colorate ma la cosa non sortì alcun effetto. Improvvisamente però fui pervaso da una vena artistica strabiliante: provare a fare il giocoliere con quelle tre palline sferiche ma non proprio omogenee in quanto di forma diversa e bucherellate da Minou. Vittoria mi prendeva in giro quando faceva al massimo 5 palleggi consecutivi. Ma nella stessa sera arrivai a farne 15, il mattino seguente aspettando Francesco per le scale del suo palazzo prima di andare a scuola, ne feci 37, il giorno dopo 65, poi un nuovo record di 85 il giorno seguente...fino a stare da mattino a sera, a scuola, a basket, a casa di Vittoria, nel palazzo di Francesco a giochicchiare con quelle tre sferette. Futuro circense?

 

Scalogna

Io e Vittoria stavamo in camera sua studicch