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31 ottobreHalloween.
Personalmente lo considero una cazzata.
Prova del bisogno che abbiamo di americo-inglesizzarci.
D'altra parte, la festa di Halloween va di moda.
Tra l'altro, è pure oggettivamente bruttina.
C'è già troppo di tetro e macabro in questa vita.
Mbah, divertitevi pure.
P.s.: Visto che sono molto ben visto dalla buona sorte,
oggi, primo pomeriggio di periodo di festa
che durerà fino a domenica
in occasione del ponte dell' 1 e 2 novembre,
ho scoperto di avere la febbre.
Alè, ma che bello, champagne!
Si preannunciano giorni duri.
P.p.s.: Ho fatto un test per calcolare l'età celebrale.
Secondo quel quiz, ho la mente di un uomo di 41 anni.
Il commento diceva che ho il modo di pensare
di un uomo di mezza età che sta acquisendo saggezza.
Il problema è che di anni ne ho 16. o_O SilenzioSì, ci sono molti tipi di silenzio.
Esiste l'arte del fare silenzio.
Silenzio meditativo, rilassante, assordante, complice, ammanettante.
Quello complice è il più bello, quando le parole davvero possono essere omesse.
Credo che il più delle volte il mio silenzio è quello che non porta a nessuna parte.
La conseguenza di accartocciamenti mentali totalmente gratuiti.
Il silenzio mi fa esprimere sentimenti indecifrabili.
Che però restano tali.
Perchè il silenzio può anche essere astratto.
E' un mondo così complesso.
E nella sua complessità, ci tocca tenercelo.
Mi tocca tenermelo.
Più che tenermelo, mi tocca viverlo.
Chi non si accorge della sua complessità, probabilmente non pensa.
Purtroppo, io penso.
Forse troppo.
Pazienza.
La riforma Fioroni?La reputo una cosa buona. Necessaria.
Ma dico io, una volta tanto che fanno una cosa buona, se ne accorge così poca gente?
Il mondo del lavoro post-universitario è accessibile ormai a non troppe persone.
Perchè la domanda di assunzioni è minore dell'offerta da parte dei giovani.
Molto minore. Ecco quindi che ci si ritrova con la laurea ma senza uno straccio di lavoro decente.
E allora ecco che la riforma calza bene.
Perchè c'è bisogno di selezione in società.
Non può arrivare tutta la massa di pecoroni subito all'università come fosse una blanda passeggiata o comunque alla fine del ciclo di studi superiore.
Bisogna provare ad istituire una società meritocratica.
Attualmente le cose non vanno proprio così.
Però questa riforma sembra un buon primo passo.
Cavolo, ma dico io, non ci vuole mica l'arte per strappare il 6 in tutte le materie.
Se proprio una materia proprio non va giù, beh, l'impegno fa la sua parte.
E l'insegnante potrebbe benissimo tollerare se c'è l'impegno dello studente.
Chi vuole andare avanti senza fare un emerito cazzo, venga bocciato tranquillamente.
Era ora di finirla con questa sceneggiata che la scuola era diventata.
P.S. : Intanto oggi, Fioroni o non Fioroni,
della classe siamo entrati solo io e Vittoria.
Io ero deciso ad entrare sin dal giorno prima, poichè fortemente d'accordo con la riforma.
Vittoria ha deciso all' ultimo momento di seguirmi: pensava che la mia scelta era quella giusta.
E cosi è stato, per fortuna per lei, visto che io ero pronto ad eventuali sgambetti degli insegnanti.
Tutti mi volevano scioperante per propria comodità, ma io credo di aver fatto la cosa giusta.
Tra l'altro, non siamo neanche stati interrogati.
Solo esercitazioni alla lavagna da parte mia.
E divertimento in palestra insieme tirando al canestro.
E lanciando quel pallone abbiamo lanciato via anche le paure sull'esito della mattinata:
le sue riguardo interrogazioni e arrabbiature dei professori,
le mie riguardo un suo eventuale rimpianto di avermi seguito in classe,
anche se non le avevo imposto niente.
E la giornata si è conclusa con un bel canestro =) ...fatto a quattro mani...
...e con un grande cuore
....ma anche con due palle così!
Sono passati 40 anni...dalla morte di Ernesto "Che" Guevara.
Per le mie conoscenze, non credo di potere avere una mia opinione saccente,
ma per quello che ne so, lo ritengo un gran personaggio.
Chissà cos'altro avrebbe combinato se avesse vissuto più a lungo.
O se fosse ancora vivo oggi, visto che avrebbe 77 anni.
Di certo avrebbe fatto comodo a questo mondo.
Chiamerò un mio futuro figlio come te, Ernesto.
O almeno ci proverò.
Aprendimos a quererte..
Eppure, in fondo, il Che vive ancora...
...nei nostri cuori....
...che in fondo sono tutti rossi...
...per politica o per amore...
...o per entrambe le cose.
E' probabileTroppo cuore nelle cose che fai, mio caro Pietro.
Te ne accorgi solo quando ti fai male.
Pensi troppo da un punto di visto adatto a due persone.
E' troppo presto ancora.
Ma tu non capisci, ingenuo che non sei altro.
Mi fai tenerezza.
E quando stai male mi fai pena.
Anche quando lei ti rimprovera,
qualcosa ti blocca, ti inibisce,
ti impedisce di far valere le tue ragioni,
ragioni che hai, ma che proprio in quel momento ti restano in gola.
E quando non le hai, non le inventi,
anche se avresti l'abilità oratoria di decidere le sorti di ogni discussione.
Perchè in fondo non è giusto.
Non te lo meriti. A volte anche tu lo pensi.
Anche se la causa di tutto è ciò che per te è più importante.
Vabè, so benissimo che non cambierà granchè.
Ma non voglio vederti prendere a calci palline accartocciate.
Non voglio vederti stringere i pugni in tasca.
E' probabile...
...che tu non abbia capito un cazzo di niente.
Di come funziona questa cavolo di vita.
Oppure sei l'unico che ha capito veramente.
Ma poichè cerchi di non essere presuntuoso,
neghi quest'ultima ipotesi.
Ricorrenti complicanzeEstro soppresso in un giorno depresso.
Ma che bel filosofare! Eppure sono un fesso.
A volte con questa realtà mi manca un nesso.
Calci alla vita...e anche più giù.
Ma farò finta che è tutto ok. Manie di protagonismoEh così mi sono immerso nella solita vita quotidiana.
L'ambientamento non è stato ancora completato del tutto.
Cavolo, un mese fa ero a Procida.Eravamo a Procida.
Ora invece siamo alle prese con quest'anno difficile.
Il tema dominante di questi giorni è stato "manie di protagonismo".
Argomento scaturito nell'analizzare la mia nuova insegnante di italiano e latino.
Ho capito che ciò che si fa è talvolta finalizzato a farsi notare.
Tutto. Anche i passatempi.
Male, molto molto male.
Questa mia supposizione viene confermata quotidianamente.
Assisto a scene per me esilaranti.
Ci sono molte cose che mi fanno ridere in questa vita.
Il brutto è che rido con la mente, non con la bocca.
E sono amari umorismi che non riesco nè mi sforzo condividere.
Un saluto, anzi, un sorriso.
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