| Tribuno 的个人资料S i n i s t r i P e n ...照片日志列表 | 帮助 |
Stati di ebbrezzaIn pullman, andando in pizzeria, c'è un signore seduto davanti a me e Vittoria.
Si gira con aria intontita e comincia a parlare:
"Guagliò, che ora s' è fatta?"
"Sono le 9.30."
"Guagliò, hai fatto la faccia bianca?"
"Che cosa?"
"Hai fatto la faccia bianca, guagliò...sì sì, hai fatto la faccia bianca. Quanti anni hai?"
"Io ho 16 anni."
"Quando li fai 17?"
"A febbraio."
"Che mese è febbraio?
"E' il secondo..."
"Ah, il 2 febbraio fai 17 anni?"
"No, il 16."
"Lo sai quanti anni ho io?"
"No che non lo so."
"43, sono del 1964, 43 anni fa, 1964..."
Quando stiamo per scendere dal pullman, l'uomo mi saluta dandomi la mano.
Ma non sono finite qui le cose strane.
Entriamo nella pizzeria a cui siamo ormai fedeli.
Alle 22.45 siamo in procinto di andare via.
Già immaginiamo cosa sta per accadere.
"Scusi, ci può portare il conto, per favore?"
"Volete un dolcino? Sì?"
"No, no, grazie"
Si avvicina...
"Sicuri che non volete un dolcino?"
"Vittoria, tu vuoi un dolcino?" (e diglielo pure tu che dopo la pizza il dolcino è un pò disgustoso...)
"No, no grazie, niente dolcino."
Ma questo non capita solo a noi.
Qualsiasi cliente chieda il conto, il cameriere risponde sempre così:
"Volete un dolcino? Sì?"
Quel cameriere ha l'ossessione del dolcino.
Sogna anche la notte di servire un dolcino ad un cliente dopo un pasto.
Che divertimento. StranezzeSveglia alle 5.45.
Per quale motivo?
Per studiare?
Per allungare le giornate?
Per complicarmi la vita?
Per non fare la fila per utilizzare il bagno?
Per evitare folla nel pullman?
Per...chè?
Non ho ancora trovato una motivazione ben fondata che giustifichi questo mio essere mattiniero.
Però oramai mi sveglio quasi spontaneamente non dopo le 6.
Mi preparo la colazione dopo avere sistemato il piano cottura, le cui componenti erano in lavastoviglie.
Mi lavo e mi vesto.
Faccio un inutile ma scrupoloso tentativo di svegliare qualche dormiente per evitargli ritardo al lavoro.
Dopo avere avuto un cenno di esistenza, scendo di casa.
Ore 7.00: solita gente alla fermata.
Qualche universitario, qualche adulto che deve arrivare a Napoli per lavoro.
Ormai ci conosciamo a memoria, anche se solo di vista. Ci si saluta.
Prendo il pullman.
Scendo come sempre a S.Antonio.
Sono le 7.10.
Cosa fare?
Presto per citofonare Francesco.
Presto per andare a scuola.
Mai tardi per studiare qualcosa fatto male il giorno precedente o fatto per niente.
Ma fa un freddo cane.
Idea: la chiesa.
Entro in chiesa durante la messa delle 7.
Al massimo sono 9 i presenti.
L'intenzione è di studiare tra i banchi deserti.
Ma seguendo le mie sensazioni, capisco che non è il momento.
Scopro una quiete irreale, piacevole, toccante.
Un giovane prete celebra la messa con tranquillità.
Cinque vecchiette al primo banco lo seguono a ruota.
Un vecchietto alla mia sinistra patisce il freddo stando seduto e tutto ritratto nella sua giacca.
Un altro alla mia destra è inginocchiato quasi in lacrime.
Non penso più neanche minimamente di ripetere.
Decido di contemplare quei momenti.
Dò la pace al vecchietto alla mia destra.
Mi porge una mano semi pietrificata.
Ma mi sorride e quantomeno si sciolgono gli animi.
Il vecchietto a sinistra, troppo lontano, caccia la mano fuori dalla tasca con molta fatica.
Ci fa un cenno e noi ricambiamo con un sorriso.
7.30: la messa è finita.
Comincia una nuova giornata.
Avendo compreso piccole nozioni riguardo il senso della vita.
Avendo trascorso una mezz'ora strana.
Momenti che comunque fanno riflettere.
Da quel primo mattino in cui andai in chiesa,
è diventata una vera e propria abitudine seguire la messa delle 7.
I vecchietti ci sono sempre.
Ai concelebranti ultimamente si è aggiunta una timida, composta e sommessa insegnante di circa 55 anni.
Non mi sono ancora stancato di andarci costantemente.
Io, che da qualche anno a questa parte
non ho mai riuscito avuto voglia di sentire una messa interamente.
Io che non ho così tante simpatie nei confronti della Chiesa.
Amore incontaminato,senza calcoli,
senza strategie,
improvvisato,
inaspettato,
inebriante,
travolgente,
ammutolente,
spiazzante,
che in qualche modo ti fa dimenticare anche per poco le cose spiacevoli,
voluto.
C'è qualcosa di più gradito?
Se solo fosse sempre così... Il trapezistaSi litiga.
Magari ci si arrabbia.
Ci si intristisce.
Si resta delusi da un incontro.
Si esprime un malessere.
Si mina in un certo modo il rapporto.
Pericolose ricorrenze che nella vita di coppia fanno paura.
E' inevitabile che non siano tutte rose e fiori.
In due bisogna avere un equilibrio difficile tra trovare.
E perciò talvolta si finisce per stare in bilico, lì lì per cadere.
Finora però si è sempre trovata una soluzione.
E si spera che ce ne saranno sempre.
E che magari non ci sarà il bisogno di doverne trovare.
Per fortuna esiste la pace.
Il Fatto"Ero l'uomo sbagliato al posto sbagliato: non sapevo tenere gli equlibri politici, anzi proprio non mi interessavano e non amavo stare al telefono con onorevoli e sottosegretari [...] Volevo fare un telegiornale in cui ci fosse tutto, che fosse più vicino alla gente, che fosse al servizio del pubblico non al servizio dei politici" (Enzo Biagi) Si è spento stamattina Enzo Biagi, "voce libera" dell'informazione italiana. Non ne so una più del diavolo riguardo questo importante personaggio dello scenario dell' informazione italiana. Eppure ogni volta che lo sentivo parlare in tv restavo colpito dalla sua calma oratoria allo stesso tempo decisa e diretta. Nato nei pressi di Bologna, sin da piccolo mostrò attitudini verso il giornalismo, tant'è vero che dichiarò: "Ho sempre sognato di fare il giornalista, lo scrissi anche in un tema alle medie: lo immaginavo come un "vendicatore" capace di riparare torti e ingiustizie: ero convinto che quel mestiere mi avrebbe portato a scoprire il mondo" (Enzo Biagi) Da giovane aderì a movimenti antifascisti anche perchè il regime del ventennio soppresse una testata giornalistica a cui partecipava. Partecipò attivamente alla Resistenza durante il secondo conflitto mondiale. In seguito intraprese la sua florida carriera giornalistica scrivendo per autorevoli quotidiani e periodici, tra i quali, se non sbaglio, La Repubblica, La Stampa, Il Resto del Carlino, il Corriere della Sera. Diresse anche il Telegiornale, fu tra i creatori dell' odierno Tg2. Ha collaborato per circa quarant' anni con la Rai, oltre a scrivere per settimanali come l'Espresso. Negli anni '90 ha iniziato a condurre la nota trasmissione serale "Il fatto" durante il quale il giornalista trattava approfonditamente le vicende di cronaca del giorno e talvolta intervistava personaggi famosi. Il 18-4-2002 , a seguito di un' intervista di Enzo Biagi a Roberto Benigni durante la quale si parlò anche di Berlusconi, il caro Silvio, allora Presidente del Consiglio, mentre si trovava in visita ufficiale a Sòfia, dichiarò nel corso di una conferenza stampa: "La Rai tornerà ad essere una tv pubblica, cioè di tutti, non partitica, [...] come è stata durante l'occupazione militare della sinistra. L'uso fatto da Biagi, da quel...come si chiama? Ah Santoro e da Luttazzi è stato veramente criminoso e fatto con i soldi di tutti. Preciso dovere di questa dirigenza sia quello di non permettere più che questo avvenga. [...] Ma siccome non cambieranno..." L' Ansa diffuse la dichiarazione di Berlusconi (che passerà alla storia con la definizione giornalistica di Editto bulgaro). Biagi, con l' assenso dei vertici della Rai, decise di replicare quella stessa nella puntata del Fatto, dichiarando con giustificata irriverenza:
|
|
|