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    Gambrinus

    Nel Medioevo, Gambrinus era il patrono della birra.
    Secondo gli storici, questo appellativo 
    era attribuito a Giovanni Senza Paura, 
    autorevole personalità della politica 
    francese del quattordicesimo secolo, ma
    anche condottiero di grande audacia e coraggio
    che da giovane perpetuava imperterrito le sue battaglie
    nonostante le sconfitte reiteratamente subite.
    Allo stesso modo, nonostante alcuni incidenti di percorso
    dovuti alla mia colpa di essere una persona 
    troppo dipendente dai dettami del cuore e dell'anima,
    intendo ostinatamente non perdere di vista i nostri sogni,
    gettando il cuore oltre l'ostacolo, lottando fino all'ultima
    briciola di forza. Di cuore e senza paura, come Gambrinus.,
    per poi magari festeggiare con una birra.


    Condicio sine qua non

    La questione è l'interesse per le cose.

    Grazie Picchio

    Sabato scorso ho asssistito allo stadio della mia città 
    ad una partita di beneficenza in qualità di inviato
    per il giornale per il quale scrivo settimanalmente.
    Sul giornale non mi sarà mai permesso di scrivere 
    cose del genere e quindi mi esprimo liberamente qui.
    Intervistando i vari personaggi celebri presenti all'evento,
    ho notato da parte dei più blasonati, una certa superbia,
    indisponenza, presunzione, delirio di onnipotenza,
    quasi come se formulare una frase di senso compiuto
    riguardante l'evento benefico fosse una vera e propria faticata.
    Ma dico io: se non siete disposti nemmeno ad esprimere
    un' impressione sull'evento, che ci siete venuti a fare?
    Solo a farvi pubblicità? Solo a compiacervi nel sentire
    la folla urlante che impazzisce per la vostra vuota essenza?

    Mentre tutta la calca di massmediomani da strapazzo a fine partita
    si svenava per ricevere un autografo dai vari showmen presenti,
    l'allenatore della Nazionale Parlamentari solo soletto raccoglieva
    baracca e burattini e si accingeva a dirigersi verso gli spogliatoi.
    Nessuno forse l'aveva riconosciuto, o comunque nessuno si interessava di lui.
    Io che sapevo che quel sessantenne pacioccone era il mitico
    Giancarlo "Picchio" De Sisti, mi sono avvicinato a lui
    fregandomene altamente di estorcere ulteriori parole 
    ai vari fighetti della tv merdacea che ci ritroviamo.
    Con la scusa della dichiarazione riguardante l'evento,
    mi sono fatto una piacevole chiacchierata con De Sisti 
    mentre ci dirigevamo lentamente verso gli spogliatoi.
    Un uomo disponibile, messosi con entusiasmo alla stregua 
    di un giovane ipotetico giornalista in erba.
    Non so se da giovane anche lui era arrogante come quegli attori,
    ma di certo in quest'occasione si è dimostrato un vero signore.
    Dopo aver scattato una foto con lui, mi ha detto:
    "Da giovane, quando giocavo con Fiorentina e Roma,
    avevo ai piedi fans e ragazze a palate.
    Ora invece sono io a pregare gli altri
    chiedendo anche solo un sorriso".

    Altri tempi.

    Il limite

    Questa spinta propulsiva che nasce dal mio inconscio
    spesso mi fa pensare che le mie azioni ed il mio futuro
    siano già stati stabiliti in virtù di meccanismi non eludibili.
    Le mie passioni mi risultano incontrollabili.
    E così ho organizzato un futuro viaggio a Firenze 
    con Vittoria, con la scusa del suo18° compleanno
    e con una bella faccia tosta;
    mi sono incasinato le giornate iscrivendomi 
    al corso per diventare arbitro di calcio,
    ho messo su una squadretta di calcetto
    in una sola giornata di tempo
    perchè mi mancava troppo calciare quella sfera di cuoio;
    presto troppo interesse a nuove amicizie
    senza curarmi di eventuali delusioni future.

    Ma in fin dei conti, non mi dispiace avere questo limite:
    quello di non riuscire a restare tra i pali come Zoff.

    Colpo di coda

    Non so in quanti abbiate visitato il mio blog in questo periodo di assenza.
    Forse in pochi, forse nessuno, in fin dei conti non importa.
    So solo che questo blog è parte di me,
    non posso permettere che agonizzi in questo stato.
    Lo riporto alla luce, rigenerato da nuova linfa.
    Ho ancora tanto da dire e da inventare. 
    Non sono finito.