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日志


Blogghiversario

 
Due anni di blog.
Il mio pensiero, stando agli scritti presenti in questo spazio personale,
è ancora in progressiva e centrifugata evoluzione.
Alcuni punti cardinali credo che il mio modo di pensare li abbia assunti,
ma questo processo di formazione che mai finirà,
non si è ancora leggermente stabilizzato.
Negli ultimi mesi ho notato un deciso innalzamento del tasso di estro nel mio blog.
E pensare che fino a qualche anno fa mi dicevano di avere troppa poca fantasia.
Forse di fantasia ne ho ancora molto poca.
Perchè credo di essere estroso, non fantasioso.
Secondo me l'estro è diverso dalla fantasia.
Quantomeno il suono delle due parole mi implica un significato diverso dei due termini.
L'estro è più profondo della fantasia, è qualcosa di radicato,
é un qualcosa di più bizzarro, di più paradossalmente razionale.
La fantasia mi sa di superficiale, di banale.
Con tutto il rispetto nei suoi confronti,
credo che sia una brutta copia dell'estro.
Celebro questa ricorrenza inserendo il "manifesto" del mio blog.
 
L' (in)utilità di questo blog.
Eppure mi aiuta questo blog. 
Lo apro e vedo un riflesso della mia personalità e le sue sfumature.
Sprazzi della mia contorta visione delle cose, del mio stare sempre in bilico.
Tutte coerenti contraddizioni, come ho affermato.
Eppure non è questa la vera sintesi del tipo di lavoro dei miei neuroni.
Più che coerenti contraddizioni, sono sinistri pensieri.
Sinistro:
Che è dalla parte del cuore: mano sinistra.
2 Che è a sinistra rispetto a un punto di riferimento: tasca sinistra.
3 (fig.) Non favorevole, contrario, avverso: presagi sinistri | Minaccioso, bieco: sguardo –s.
Evento fortuito dannoso, disgrazia.
5 ETIMOLOGIA: dal lat. sinister, sinistri, propr. ‘differente (dal destro)’.
Mi rappresenta molto bene questo semplice aggettivo.
SINISTRO.
Ci sta benissimo in questo blog.
Non è per niente fuori luogo.
E' in sintonia con me, con quest'atmosfera sempre instabile.
1 Perchè preferisco il cuore alla testa.
2 Perchè in politica non mi schiero a destra...
3 Perchè la maggior parte dei miei presagi sono sinistri.
E spesso sento che niente scorre per il verso giusto.
E tali cose sono contrarie ed avverse.
4 Perchè la mia vita è decisa talvolta da eventi fortuiti.
5 Sento che in questo mondo manca estro.
Non nei libri, non nella musica.
Ma nelle menti della gente.
Sembriamo tutti uguali.
Bisogna sempre, per forza, farsi accettare?
Conformismo in ogni situazione.
C'è bisogno di differenza.
Di differenze. Non forzate.
L' unica uguaglianza che mi piace riguarda i diritti personali.
Per il modo di essere, in questo mondo mancano un pò di fantasia e spontaneità.
La dittatura c'è ma non si sa dove sta, non si vede da qua, non si vede da qua.
Dittatura del sorriso,
dittatura della formalità...
chiamatela come volete.
Io sento che questo invisibile tiranno esiste.

Una giornata al cardiopalma

Mamma mia che giornata quella di ieri.
 
Appena sveglio vedo che non ho febbre.
A scuola siamo solo in tre. Tutto va liscio fortunatamente.
Certo che le mine vaganti biologia e filosofia mi avevano creato alcune preoccupazioni.
Tant'è vero che la sveglia ieri era suonata alle 5 per salvare il salvabile.
Ci sarebbe stato anche il compito di religione a dirla tutta, ma vabè...
 
Tornato a casa, ricontrollo la mia temperatura corporea sempre accettabile.
Dopo aver sentito Vittoria,
decido così di andare a giocare la partita con la mia squadra di basket.
 
Cosa mi sarei perso se non ci fossi andato.
E' stata più di una partita, una di quelle gare che neanche i nonni raccontano ai nipotini.
 
Prima della partita il mio caro allenatore Cosimo mi mette di fronte ad un bel bivio.
Devo decidere se giocare o no autovalutando le mie condizioni.
Mi sento bene ma la febbre avuta in settimana non mi rasserena.
Inoltre la mia presenza in campo avrebbe escluso un ragazzo dalla lista dei convocati.
Il mio forfait avrebbe invece permesso la sua presenza.
Decido di rischiare e di giocare, sapendo benissimo
che mi sarebbe dispiaciuto da morire se non avessi giocato bene.
Così, con questo bel carapace sulle spalle, e con il caro Cosimo
che mi intimava di spezzarmi le gambe se non fossi stato all'altezza della gara
(ma sei sempre il mio preferito, Cosimo, non preoccuparti XD),
mi accingo a prendere parte alla partita più incredibile che abbia mai giocato.
 
Parto dalla panchina.
Anche i titolari forse, visto che l'inizio partita è davvero pessimo.
Le vene della testa di Cosimo sono già gonfie dopo pochi minuti.
Ed ecco che mette mano alla prima sostituzione.
Dopo quattro minuti ecco che mi catechizza prima di farmi entrare.
 
Primo pallone toccato: vado a canestro.
Mmmh...mica male...rischio di avere fatto la scelta giusta giocando.
Poi in seguito segno anche un tiro libero.
Ora che sto scrivendo non ricordo il resto dei miei punti, non ricordo se ne abbia fatti altri.
Fatto sta che la partita si mette male.
Andiamo a -11 ripetutamente.
Quando sembra che possiamo tornare in gara, ci riaffossano sistematicamente.
 
All'intervallo Cosimo è furioso.
Distrugge l'anta di un armadietto con un calcio, poi si calma e ci spiega la situazione.
Noi siamo consapevoli del fatto che non è ancora andato tutto alle ortiche.
 
La seconda parte della gara è però quasi sulla stessa lunghezza d'onda della prima.
Ad un certo punto torniamo prepotentemente in gara arrivando a -1.
Questo, frutto della nostra buona difesa e di una compattezza di squadra mirabile.
Ad un certo punto chiedo il cambio:
a che serve restare in campo martellato dalla stanchezza
quando in panchina ci sono i compagni che non aspettano altro che giocare?
 
Subiamo un reiterato assedio che ci porta di nuovo a -11.
Gli arbitri non sono certo dalla nostra parte.
Cosimo diventa quasi un confessore del duo arbitrale.
Ma nel 4° quarto accade l'impensabile.
Rientro in campo acnh'io. Ce li mangiamo.
Cosa succede non lo sappiamo, ma ci guardiamo negli occhi e pensiamo tutti la stessa cosa.
Ci diamo coraggio l'uno con l'altro, ci aiutiamo ed è una cosa molto bella.
Personalmente penso più a difendere ricordando le direttive di Cosimo
visto che i miei compagni erano molto stanchi e dopo le azioni di attacco
sentivo affanarli piazzandosi in difesa.
 
Rubando un pallone, metto male la caviglia a terra.
Sentendo nuovamente il dolore di una storta di 15 giorni fa, richiedo il cambio.
Ma i panchinari sono come in campo tanto che incitano.
Sugli spalti, anche se giochiamo in trasferta, i nostri si fanno sentire.
Il loro n° 13 fino a quel momento impeccabile, davvero sontuoso, sbaglia un paio di tiri liberi
grazie soprattutto alla confusione che facevano i nostri in tribuna.
 
A 3 minuti, e dico 3, dalla fine, sotto di 9 punti, Cosimo chiama timeout.
Tutti intorno a lui sentiamo le sue parole: "La partita o la buttiamo, o la riprendiamo." 
Parla di certe tattiche nonsocchè, una sorta di boxe cazz, bah, tutto rimosso dalla mente ora.
Fatto sta che Venusto segna una tripla, Ciniglio idem. Diventa una bolgia quando siamo a -1.
 
Cosimo mi si avvicina e mi dice le testuali parole:
"Pietro, me ne passa per il cazzo della caviglia, che avevi la febbre, che sei stanco...
Mò mi servi e non mi rompere i coglioni."
Tutto questo a un minuto e qualcosa alla fine.
Non bado neanche alle mie sensazioni.
Ero in partita già dalla panchina.
Entro e vediamo Ciniglio segnare dei tiri liberi.
Siamo a +2.
E' il sorpasso.
Saltiamo come grilli in mezzo al campo con altri 15/20 secondi da giocare.
Arrivano le lacrime agli occhi.
Ci gridiamo animalerie l'un l'altro.
Do un'occhiata alla panchina:
la testa pelata di Cosimo era invisibile, sommersa dai corpi dei panchinari.
Possibile che stiamo compiendo quel miracolo?
Noi che siamo sempre abituati a buttare via partite.
Rischiamo di dimenticare che la partita non è finita ancora.
Timeout.
Cosimo dice a me che ho solo 2 falli fatti di fare fallo ad un avversario che non sia il n° 13
in modo tale da mandarlo ai tiri liberi sperando nella sua cronica inabilità.
 
Ultimi secondi interminabili davvero.
Si avvicinano alla nostra area.
Il n° 13 marcato asfissiantemente passa la palla al suo compagno che è nel mio raggio d'azione.
Perfetto.E' il momento di agire.
Adrenalina a mille.
Non ho bisogno delle grida di incitamento della panchina.
Mi proietto verso di lui e con una naturalezza che sorprende anche me stesso,
lo faccio incartare e gli prendo palla, senza neanche fare quel fallo progettato, 
sparo una corsa fino a metà campo ma la sirena mi ferma.
54-56 per noi.
 
Finisce la partita, un bordello è più tranquillo di quel palazzetto.
Ci scagliamo l'un l'altro per abbracciarci, esultiamo come non mai,
tanto che i volti di tutti noi si sformano e si sfigurano.
Gli avversari piangono. E ci sta, poverini.
Negli spogliatoi facciamo festa.
Nel pulmino tornando a casa anche.
 
Tornato a casa, noto che ho 37.7 di febbre.
Vittoria mi rimprovera esponenzialmente con le sue buone ragioni
visto che evidentemente non potevo uscire.
 
Ma tutto è bene quel che finisce bene.
Venuta a casa mia, ci riappacifichiamo.
 
E' stata una giornata al cardiopalma.
 
 
 
 
 

Bastoni tra le ruote

Come quando l'auto che guidi inizia ad andare avanti singhiozzando.
E' un periodo non proprio idilliaco.
Si accumulano ruggini.
Prima o poi cedono le mie testuggini
che diventano cartilagini.
Dissensi ricorrenti,
talvolta privi di fondamenti,
partoriti dall'istinto,
da cui ognuno di noi è spinto.
Ho in testa un caleidoscopio di fastidi,
pungenti proprio come cuspidi.
Chissà se sei tu il problema,
tu che a volte incarni l'emblema del sistema.
Sistema a cui con ogni mia burla do una sberla,
che oggigiorno è da considerarsi perla.
 
Dopo questo libero sfogo di funambolismo personale,
rianalizzando la situazione,
mi dico: passerà.
 
Un saluto. La pace sia con voi.
Anzi, con noi.

Ritratto

Me
+
Lattina di tè
+
Buio serale
+
Gradino di una scalinata
+
Pioggia
=
Isolante temporale
=
Momentaneo dissociamento da questa realtà.

Caro prof. di religione

Se sostenete che gli insegnamenti cristiani
non devono essere considerati ideologie,
come mai molti partiti politici
ne fanno un vero e proprio
cavallo di battaglia?