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日志


Prendo posizione

Questi test sulla politica mi hanno sempre affascinato e divertito.
La politica non mi annoia per niente, la corrente di antipolitica non mi travolge.
Purtroppo, essendo nato il 16-02-1991, non posso ancora votare.
Eppure sento di avere raggiunto una posizione politica quantomeno orientativa.
Questi risultati credo rispecchino pienamente la mia attuale posizione.
Dovessi votare il prossimo 13 aprile, sceglierei "Sinistra Arcobaleno".
Fino ad un pò di tempo fa, ero piuttosto vicino al PRC, sempre con Bertinotti, insomma.
Essendo giovanissimo potrei ridefinire in futuro la mia posizione,
ma di certo credo non la stravolgerò.
In alternativa, potrei anche restare dove mi sono schierato finora, perchè no.
 
 
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Pasquamara

Che giornata pessima, poteva andare peggio?
Non so, sarà colpa del post precedente che mi avrà portato una scalogna enorme.
In ogni caso, ora sono qui a sopportare la mia tristezza acuta
che da stamattina mi fa compagnia in pianta stabile.
 
Tu...tu...ma non so neanche cosa dirti, cosa scrivere.
Ho paura di sputtanarti come non dovrei.
Perchè io mi preoccupo dei tuoi sentimenti. Troppo.
Al contrario, qualcun'altra...
...se ne frega dell' ora e mezza che ho passato ad aspettare davanti ad una chiesa
nonostante un freddo cane ed un vento rompiscatole,
a causa di una tua telefonata "non riuscita", "impossibilitata",
a causa di una tua mancata informazione,
a causa della tua pigrizia che in tutti i modi cerchi di giustificare.
...se ne frega delle parole taglienti come lame
lanciandole come se niente fosse,
mirando accuratamente il bersaglio,
in un momento di rabbia del tutto ingiustificata.
...se ne frega se mi tratta come il più orribile fantoccio del mondo
violando la mia dignità con gesti concreti ed umilianti a dir poco intollerabili.
 
Da parte mia, unico neo è stato il mio unico gesto di reazione,
quel dito medio alzatoti contro a distanza per frustrazione e delusione.
 
Io invece conservo sempre la mia calma, la mia tranquillità.
Evidentemente non incuterò mai rispettabilità finchè non perderò
il mio essere pacato, quieto e disponibile.
 
Io devo essere sempre il parafulmini, il punchball, come è per abitudine.
 
D'altra parte, ubi maior minor cessat.
E ancora non ho capito chi mi ha assegnato il ruolo del soggiogato.  
 
Ricorda che mia madre dice che io sono come l'acqua cheta, quella che rovina i ponti.
 
P.s.: oggi pomeriggio sono venuto sotto casa tua senza trovarti.
Non bastavi tu, mi ci metto anch'io a farmi del male.  
 

Introspezione

Mi stupisco sempre più di me stesso.
Capita che mi senta abulico e spento.
Ma sono decisamente poco costante.
Capita anche che ogni mio atomo dia il massimo per un medesimo scopo.
Sono il re degli eccessi non stereotipati.
Scoppio di rabbia, di odio, di amore e di entusiasmo, quasi come un bambino.
Riprovo sistematicamente le mie emozioni infantili.
Di certo non le provo come allora, quando con mio nonno
guardavo arrivare un treno alla stazione oppure vedevo l'orafo alle prese con i metalli fusi
oppure il macellaio affettare carne oppure il restauratore di mobili martellare.
Eppure, pensandoci, rifacendo queste cose, forse mi entusiasmerei ancora come anni fa.
Ho un oceano nelle vene.
Non controllo ancora i miei sentimenti, non sono ancora l'autocrate di me stesso.
Chissà se lo sarò in futuro.
Frattanto, il presente mi dà segnali eloquenti riguardo il mio potenziale emotivo.
Se quello espresso mi fa paura, figurarsi quello ancora sommerso.
Questo potenziale mi rende il peggior nemico di me stesso.
Rischio di essere altamente autodistruttivo.
Continuo questo mio percorso a moscacieca.
Sperando che quel potenziale non si riveli di nuovo
come nel passato una fatale bomba-boomerang.
 
 
 
 

Due anni insieme

Il tempo passa, ma tu non passi mai.
Nonostante i frequenti attriti,
c'è un qualcosa di saldo alla radice
che non ci lascia altra scelta
se non di continuare paralleli nel nostro percorso.
Eppure mi hai cambiato la vita, Vittò. Ti amo.
 
P.s.: Grazie mille per il disegno con dedica che mi hai regalato,
è il dono più bello che tu mi abbia dato, lo apprezzo molto.
 
Leggendo la dedica, credo che anche io ho cambiato la tua vita.
Sono felice di farne parte in pianta stabile,
speranzoso di esserci anche in futuro,
con lo stesso entusiasmo, gli stessi occhi
e lo stesso sorriso rassicurante dei nostri giorni migliori.

Segni di squilibrio

In effetti ultimamente mi sono comportato in modo strano.
Mia madre afferma che sto dando segni di squilibrio, senza usare mezzi termini.
Ripercorriamo le tappe di questo pazzo periodo,
analizzando i vari punti che hanno spinto mia madre a ritenermi uno squilibrato,
nonostante fosse all'oscuro dell'ultima mia cavolata narrata nel post precedente.
  • Capelli. Come poter mai non richiamare alla memoria la mia follia di un paio di settimane fa, quando decisi di tingermi i capelli di rosso per una mattinata. Mia madre restò alquanto scossa vedendomi tornare a casa da scuola conciato in quel modo ma incredibilmente non mi spiattellò contro la classica sgridata epica: si limitò a non darmi un euro per l'intero weekend e a sequestrarmi le due bombolette spray che avevo acquistato per la tintura, temendo che l'avrei rifatta in seguito.
  • Collasso. Difficilmente sarò un medico da grande. La Snai lo quota 1 a 1000. E' risaputo che io sia molto suggestionabile alla vista di scene di film horror e soprattutto non è mai accaduto che io facessi le analisi del sangue senza svenire poco dopo. Addirittura non sopporto essere tenuto per i polsi o qualsiasi altra articolazione. Una decina di giorni fa, ero con la classe in laboratorio di scienze per osservare il cuore di un suino e l'apparato respiratorio di una gallina. L'insegnante aveva detto che chi sapesse di essere impressionabile alla visione di roba del genere, poteva benissimo starne alla larga. Quando fece questa precisazione, naturalmente io ero in bagno. Nonostante non l'avessi ascoltata, durante la visione e la successiva manipolazione e sezione degli organi con tanto di aggeggi chirurgici, mi tenevo decisamente a distanza dal banco di lavoro. Dopo mezz'ora di assuefazione alla situazione, è riemersa la mia inconscia repulsione per queste cose. Non era la vista dei ventricoli del maiale, nè dei polmoni della gallina, nè dell'insegnante che si divertiva a stracciare tendini del miocardio e coronarie varie, nè il giocare all'allegro chirurgo da parte dei miei compagni a darmi fastidio, bensì la puzza nauseante, almeno per me. Così improvvisamente caddi come corpo morto cade (volendo citare un verso di Dante che ritrae benissimo la scena che accadde). Stando ai vari racconti, successe il finimondo: ragazzi che gridavano, insegnanti sbiancate in volto, un mio compagno che corse giù a chiamare l'ambulanza con il preside e una segretaria che non gli davano il permesso perchè volevano prima saperne di più dell'accaduto. Fortuna volle che con noi in laboratorio ci fosse occasionalmente una laureanda in medicina che mi prestò i primi soccorsi. Solito collasso comunque, cosa a cui sono bene avvezzo in situazioni del genere. Tutto è bene quel che finisce bene.
  • Pigiama. Una sera, non trovando il mio pigiama, capitò che, essendo molto assonnato, indossai il primo che trovai nell'armadio: un grazioso, tenerissimo, sdolcinato, coccoloso e candido pigiama rosa. Ammazza che figura di merda farmi vedere dal vicino con quella pacchianata addosso. Nonostante gli sfottò dei miei genitori e soprattutto di mio fratello ancora non placatisi del tutto, l'ho indossato per una settimana intera.
  • Sanremo. E' normale che un novello diciassettenne segua per l'intera serata l'ultima puntata di Sanremo fino alle 2 di notte?
  • Dentifricio. Giocando con mio fratello, mi ero messo del dentifricio sul viso in modo tale da sembrare un pellerossa. Peccato che il dentifricio abbia avuto un'azione corrosiva sulla pelle del mio volto, tanto da determinare la comparsa di chiazze rosse soprattutto sugli zigomi. Ora la pelle è meno rossa, ma decisamente secca, tanto da sembrare sul punto di squamarsi.
  • Giocoleria. Ero a casa di Vittoria. Il suo gatto, quella pellacchia morta di grasso di Minou, era in amore e mi rompeva un pò le scatole girandomi attorno come una zanzara, lei che nell'unica volta che provai ad accarezzarla mi lasciò una bella gamma di scippi sanguinanti sulla mano (ma non svenni XD). Così per allontanarla presi a lanciarle contro le sue tre palline colorate ma la cosa non sortì alcun effetto. Improvvisamente però fui pervaso da una vena artistica strabiliante: provare a fare il giocoliere con quelle tre palline sferiche ma non proprio omogenee in quanto di forma diversa e bucherellate da Minou. Vittoria mi prendeva in giro quando faceva al massimo 5 palleggi consecutivi. Ma nella stessa sera arrivai a farne 15, il mattino seguente aspettando Francesco per le scale del suo palazzo prima di andare a scuola, ne feci 37, il giorno dopo 65, poi un nuovo record di 85 il giorno seguente...fino a stare da mattino a sera, a scuola, a basket, a casa di Vittoria, nel palazzo di Francesco a giochicchiare con quelle tre sferette. Futuro circense?

 

Scalogna

Io e Vittoria stavamo in camera sua studicchiando latino per il giorno dopo.
Ad un certo punto mi alzavo in piedi e da gran cazzaro mi sbottonavo i pantaloni
per inserire meglio la maglietta intima all'interno dei jeans.
Gesto talmente istintivo, superficiale ed ingenuo
che quasi mi dimenticavo di stare a casa di Vittoria.
Sottoscrivo con garanzia la mia ingenuità in quel gesto: nessuna malizia,
anche perchè se ci fosse qualcosa di losco dietro,
di certo non lo verrei a scrivere qui nel blog. =)
Mentre effettuavo comodamente l'operazione
notavo Vittoria con la solita faccia terrorizzata
per un ipotetico arrivo improvviso di qualche familiare.
"Ma sei un cretino, pazzo, deficiente, ignorante....!"
mi diceva con la sua voce stridente ed elegante
"stanno tutti in casa, ricomponiti subito, oddio..., sbrigati che sennò entra mamma..."
Detto fatto. Grazie Vittoria per avermi secciato in questo modo. =)
Viste le mie condizioni, direi che l'ho preso proprio in quel posto: non era poi così complicato...
Ma in fondo, con questa bella figura di merda, ci siamo divertiti.
Tua madre forse un pò meno.
Ma chi se ne importa...
Una volta entrata non se n'è andata mica?
Ed io con quei pantaloni ancora lì lì sul punto di scivolare via...
E tu che mi chiedevi addirittura di andare a prendere un libro poggiato sul tuo letto:
ma come potevo mai muovermi dalla mia posizione essendo in quello stato?
Roba degna del miglior American Pie.
Forse tua madre non se ne usciva dalla stanza
perchè aspettava di poter vedere meglio lo spettacolo intravisto...XD
 
  • Scalogna doppia: la madre di Vittoria ha letto questo post.
    Champagne! E benvenuta, naturalmente...tanto, ormai...=)

Festivalerìe

Ho visto tutta l'ultima serata del Festival.
Non consideratemi un eretico, ritengo che in fondo ne sia valsa la pena.
Ora non voglio mettermi a criticare la conduzione, gli ospiti, i cantanti, il sistema di votazione.
Anzi, in realtà queste ultime due cose voglio criticarle fortemente.
Tanto, direte giustamente voi, mica ho dovuto firmare qualche liberatoria come invece hanno fatto gli ospiti della gara?
E quindi scrivo quello che mi pare.
Vorrei innanzitutto sapere cosa ci facciano persone come Emilio Fede, Eleonora Abbagnato, Tiziana Ferrario, Fabrizio Frizzi, Giancarlo Magalli...e tutti gli altri all' interno della cosiddetta "giuria di qualità". Anche se gente come Mughini la manderei anche al governo, credo che comunque non abbiano competenze adatte per giudicare.
Visto che se lo permettono cani e porci, anch'io mi permetto di dare i miei voti alle canzoni.
 
  • Se i vincitori sono Giò Di Tonno e Lola Ponce con "Colpo di fulmine", una pappetta davvero indigesta, cantata per di più da due gran figli di una ruffianona, il sistema di votazione ha non pochi problemi. Non metto in dubbio le doti canore dei due ragazzotti, ma era davvero una pappetta, non credo ci sia termine più azzeccato. Cantare banalissime sdolcinatezze amorose non può regalare la vittoria al Festival,solo perchè si sa spiattellare qualche nota alta, si è belli, eleganti e ruffiani fino alla noia.Spero che abbiano vinto non per la canzone, ma per il culo di Lola Ponce, e non in senso lato. Da inscatolare. Voto: 3.5
  • Non vedo cosa abbia di speciale la canzone di Anna Tatangelo "Il mio amico" per meritare il secondo piazzamento. Solo perchè lei è un fenomeno mediatico? Gonfiata. Voto: 6
  • Terzo posto per un cantante che a mio parere lo ha meritato. Fabrizio Moro con "Eppure mi hai cambiato la vita" garantisce una bella botta emozionale allo stomaco, con la sua ottima interpretazione incazzata ma con criterio. Molto bravo. Conferma. Voto: 9+
  • Bene Toto Cutugno con "Un falco chiuso in gabbia" in quarta posizione. Ha cantato malissimo stonando in diretta, ma il problema non è di certo il suo risultato. Vecchio volpone. Voto: 7-
  • Quinto posto abbastanza inspiegabile per i Finley con "Ricordi". Un pò di casino sul palco e la minestrina è riscaldata. E tutti abboccano votando. Casinisti. Voto: 5
  • Paolo Meneguzzi con "Grande" è giunto sesto. Io al suo posto sarei felice solo per essere giunto alla fine. Canzone che non so per cosa si distingua dalle sue altre. E pensare che gli è stata scritta da Gatto Pancieri, di certo non dall' ultimo arrivato. Riconosco di avere qualcosa di personale contro di lui visto quello che mi ha fatto combinare qualche anno fa, ma credo che oggettivamente sia ai limiti dell' inaudibile. Fac-simile. Voto: 4+
  • Settima piazza per Sergio Cammariere: troppo raffinata la sua "Volando" per essere apprezzata a dovere dal pubblico sanremese, e anche da me. Di certo ci sarà rimasto male perchè per la giuria di "qualità" era il migliore. In ogni caso, una gran persona e un pianista eccezionale. Incompreso. Voto: 8-
  • Io spero di aver preso un abbaglio, eppure mi sembra che "Cammina nel sole" di Gianluca Grignani sia finita all'ottavo posto. [(?)] Voto: 4.5
  • "Non finisce qui" di Little Tony termina nona in graduatoria. Mah, resto perplesso. Voto matto che ti vuole bene. Voto: 5
  • Un misero decimo posto per il brano di Eugenio Bennato, "Grande sud", che chiamarlo brano è molto riduttivo. Canzone stupenda, cantata con quel tono sommesso che ci vuole, insieme a ragazzi e ragazze africane di Marocco, Madagascar, Mozambico, Napoli, Puglia e Calabria: se non è ritratto del sud questo...Potrei rischiare di essere di parte essendo io di Torre del Greco, ma vi assicuro che questa canzone mi ha emozionato. E' il perfetto ritratto dell'emigrante meridionale, accompagnato da malinconia e saudade. Capolavoro. Voto: 10

Questa è la top ten. E pensare che il vincitore lo davo all'ultimo posto nella mia classifica. Almeno alcune canzoni non classificate meritano di sicuro attenzione, garantisco io.

  • Nulla da dire riguardo le canzoni di L.Bertè, M.Zarrillo, Mietta, M.Venuti, A.Minghi. Limbo. Voto generale: 5.
  • L'aura ha particolari doti canore. La sua "Basta" non è forse il suo pezzo migliore di sempre, ma non è completamente da buttare. Poteva fare di meglio, ma viste le canzoni della top ten, va quasi bene così...Sottotono. Voto: 6+
  • Che io abbia un debole musicale per Max Gazzè non deve di certo farmi essere di parte. Poteva osare qualcosa di più in quanto a note e melodia, ma il brano "Il solito sesso" è di sicuro gradevole ed originale. Bellissima inoltre l'esibizione in compagnia di Marina Rei e Paola Turci. Non so come faccia a non essere in classifica. Sprecato. Voto: 8
  • Frankie Hi Nrg con la sua "Rivoluzione" poteva colpire il pubblico ma il suo pizzico di presunzione antipatica, il suo egocentrismo, il suo essere eccetrico, non lo hanno aiutato di certo. Giusto il suo piazzamento. Non sempre la rivoluzione mi piace. Secondo me sul palco non ha portato alcuna rivoluzione. Stereotipato. Voto: 5.5
  • I Tiromancino con "Il rubacuori" sono stati molto criticati e molto poco apprezzati. Non è stata gradita la loro idea di presentare un brano socialmente impegnato. Io non me la sento di sparare sulla croce rossa, anzi, la porto in un fortino. Una canzone non è mai fuori luogo. A limite fa schifo, ma non è mai fuori luogo. Il pubblico proprio non vuol sentirne parlare di società. Le cose felici le vogliono sentire tutti, le piaghe nessuno vuole affrontarle. La melodia non è un granchè, ma la canzone non è da crocifiggere in questo modo. Coraggiosi. Voto: 7.5
  • Concludo questa mia critica generale con la canzone che mi ha colpito di più, quasi spremendomi il cuore. Non capisco come la canzone "Vita tranquilla" di Francesco Tricarico non sia classificata. Interpretazione surreale da parte del cantante, uomo di pochissime parole, che con la sua aria da psicopatico rischia di rendersi ridicolo, ma non è affatto così. Arte pura traspare dal suo capolavoro e anche dalla sua parolaccia istintiva pronunciata prima dell'ultima sua esibizione dopo essere stato sorteggiato per l'ennesima volta a cantare per ultimo. "Stronzi...." ha sussurrato. E io lo direi a chi ha permesso che questo poema musicato non sia stato inserito almeno tra il primo posto e il non classificato: sarebbe dovuto essere messo fuori gara in quanto troppo stupendo rispetto a quelli degli altri concorrenti. Geniale. Voto 10+