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Scuola alle porteSono stati tre mesi non vissuti come avrei voluto.
Quanti rimpianti mi porterò dietro.
Perchè poteva andare meglio, e lo so. E lo sai.
Un'estate altalenante, o meglio, in progressiva crescita.
Giugno da cestinare.
Litigate, pianti, momenti di seria riflessione. E cosa si è concluso? Poco o niente.
Luglio è stato normale.
Inghilterra, bell'esperienza con te, ma poi comunque qualche attrito e momenti di sgomento per l'imminente separazione.
Agosto da santificare e crocifiggere.
Giorni stupendi a Procida, da incorniciare, ma anche la solitudine forzata, il distacco traumatico.
Settembre da...studiare.
Ora le vacanze sono finite.
Beh, prendiamola con filosofia.
Mi mancheranno le innumerevoli pedalate in bici ad ogni ora del giorno per raggiungere casa tua ed ogni altra mia meta, le giornate a Sorrento, le giornate a Procida, le partite a badminton buttando la palla dal vicino, le mangiate di Viennetta e panettone, il nostro gioco dei teletubbies, Vittoria cappuccetto, cavalluccio, amichetta, pposa (...)
Si torna alla vita normale, quella che ho scelto, d'altra parte.
Con la variante che alle porte c'è il terzo anno, non uno qualsiasi.
Ogni mattina sveglia alle 6. Se non devo studiare, naturalmente.
Ogni mattina pullman alle 7.10.
Ogni mattina mezz'ora buona in solitudine su quella panchina a meditare.
Ogni mattina sentire che in pochi mi avrebbero fatto compagnia in classe.
Ogni mattina le stesse facce da schiaffi davanti agli occhi.
Ogni giorno inventare un pranzo.
Ogni pomeriggio tenere mio fratello buono e tranquillo.
Ogni pomeriggio ritrovare le motivazioni per studiare che il sonno e l'apatia portano via.
Ogni pomeriggio provare a trovare il tempo per andare a basket.
Ogni sera tentare di studiare senza cadere nella distrazione.
Ogni sera andare a dormire con i soliti pensieri e con la solita stanchezza.
Ogni giorno la solita abitudine.
Eppure, l'unica cosa di cui realmente mi preoccupo, è che il tempo per noi due possa venire a mancare.
Perchè se io lo trovo in un modo o nell'altro, ci sei anche tu con le tue cose.
E la necessità di vivere sempre in modo soddisfacente il nostro rapporto, può creare problemi.
E questa necessità, la sentirò molto, come tu ben sai.
Speriamo bene.
L'(in)utilità di questo blogEppure mi aiuta questo blog.
Lo apro e vedo un riflesso della mia personalità e le sue sfumature.
Sprazzi della mia contorta visione delle cose, del mio stare sempre in bilico.
Tutte coerenti contraddizioni, come ho affermato.
Eppure non è questa la vera sintesi del tipo di lavoro dei miei neuroni.
Più che coerenti contraddizioni, sono sinistri pensieri.
Sinistro:
1 Che è dalla parte del cuore: mano sinistra.
2 Che è a sinistra rispetto a un punto di riferimento: tasca sinistra.
3 (fig.) Non favorevole, contrario, avverso: presagi sinistri | Minaccioso, bieco: sguardo –s.
4 Evento fortuito dannoso, disgrazia.
5 ETIMOLOGIA: dal lat. sinister, sinistri, propr. ‘differente (dal destro)’.
Mi rappresenta molto bene questo semplice aggettivo.
SINISTRO.
Ci sta benissimo in questo blog.
Non è per niente fuori luogo.
E' in sintonia con me, con quest'atmosfera sempre instabile.
1 Perchè preferisco il cuore alla testa.
2 Perchè in politica non mi schiero a destra...
3 Perchè la maggior parte dei miei presagi sono sinistri.
E spesso sento che niente scorre per il verso giusto.
E tali cose sono contrarie ed avverse.
4 Perchè la mia vita è decisa talvolta da eventi fortuiti.
5 Sento che in questo mondo manca fantasia.
Non nei libri, non nella musica.
Ma nelle menti della gente.
Sembriamo tutti uguali.
Bisogna sempre, per forza, farsi accettare?
Conformismo in ogni situazione.
C'è bisogno di differenza.
Di differenze.Non forzate.
L' unica uguaglianza che mi piace riguarda i diritti personali.
Per il modo di essere, in questo mondo mancano un pò di fantasia e spontaneità.
La dittatura c'è ma non si sa dove sta, non si vede da qua, non si vede da qua.
Dittatura del sorriso,
dittatura della formalità...
chiamatela come volete.
Io sento che questo invisibile tiranno esiste.
Fine della pacchiaL'estate sta progressivamente finendo.
Ieri sono tornato da Procida, dove ho trascorso altri 3 giorni molto belli.
Ed ora rieccomi qui a dover fare i conti con le mie paure, i miei problemi.
Uno, ad esempio, è che la scuola si avvicina.
Questi ultimi giorni di vacanze non saranno definibili in questo modo.
Si dovrà studiare un pochettino.
E poi verrà il momento delle decisioni.
Dovrò pianificare questa annata.
Che si preannuncia tutt'altro che facile.
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