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S i n i s t r i P e n s i e r iSvincolarsi dalle convinzioni, dalle pose, dalle posizioni. CaricamentoSono già passati quasi due mesi dal viaggio a Firenze: sono stati forse i giorni più belli della mia, o forse nostra, vita. Frattanto sono ufficialmente diventato arbitro di calcio, e abbiamo superato la crisi di coppia più dura di sempre che il 2010 ha portato in dote molto poco gentilmente. Continuo la mia collaborazione con il giornale locale, sono diventato buon amico del mio caporedattore grazie al quale sto seguendo anche in trasferta la mia amata Turris, per cui sacrifico volentieri le mie domeniche. Settimanalmente racconto sul giornale le vicende relative ad una squadra di calcio minore: avendo stabilito buoni rapporti con l'allenatore ed i calciatori, ho avuto la possibilità di prendere parte ai loro allenamenti. Ci ho impiegato anni, ma finalmente svolgo tutte attività per le quali nutro passione, non ultima quella della creazione e della conduzione di un laboratorio autogestito di politica per un'ora a settimana al mio liceo. Questo equilibrio ideale da poco trovato ben presto sarà annientato. Sono fortemente proiettato al futuro, alla scelta universitaria. A maggio farò a Bari il test di ammissione per la "Bocconi" di Milano. Anche con il rischio di subire reti pesantissime, non ho intenzione di restare tra i pali, come Zoff. Il gambero Avevo intenzione di prenotare due biglietti per visitare la Galleria degli Uffizi: meta clou se si va a Firenze per la prima volta. Credevo di liquidare la prenotazione navigando online per una ventina di minuti, dati della postepay alla mano. E invece...tra siti web molto poco efficienti, percorsi virtuali estremamente complessi, pagine di uffici di prenotazione costosissimi (costo triplicato rispetto al biglietto standard), ho desistito, preferendo contattare telefonicamente l'ufficio prenotazioni per i musei di Firenze. Manco a dirlo: venti, e ribadisco venti, minuti di attesa per parlare con un operatore stizzito, acido, scorbutico e molto poco disponibile. E questa è l'Italia: non funziona nemmeno ciò che riguarda quanto di più prezioso abbiamo. Lo sceriffo Il nostro sindaco ha deciso di multare le scuole che non fanno sì che il crocifisso stazioni perennemente nelle aule. Fino a qualche giorno fa avevo letto che erano stati presi simili provvedimenti in città leghiste del nord Italia, sbizzarrendomi nel burlarmi di tali primi cittadini decisamente poco democratici e, se mi è permesso, veri e propri tiranni. Ecco, ora mi tocca vergognarmi della mia città, dove è in corso la locale crociata in difesa del simbolo. Difendetelo pure, voi che tanto avete a cuore questa questione, ma in modo rispettoso, civile e democratico. Anche se, pensare alle concrete piaghe sociali che quotidianamente ci tartassano, forse sarebbe più costruttivo. Naturalmente, questo è il mio modestissimo punto di vista. Il giornale con il quale collaboro non mi ha permesso di scrivere qualcosina a riguardo. In ogni caso, ho inviato un messaggio al sindaco (sempre con il dovuto garbo e senza aggressività) provando a farlo un po' ragionare: io non vado a casa sua ad estorcergli 200 euro se non ha un determinato cimelio in salotto. Che tra l'altro il nostro primo cittadino appartiene al popolo delle libertà. Alla faccia della libertà. GambrinusNel Medioevo, Gambrinus era il patrono della birra. Secondo gli storici, questo appellativo era attribuito a Giovanni Senza Paura, autorevole personalità della politica francese del quattordicesimo secolo, ma anche condottiero di grande audacia e coraggio che da giovane perpetuava imperterrito le sue battaglie nonostante le sconfitte reiteratamente subite. Allo stesso modo, nonostante alcuni incidenti di percorso dovuti alla mia colpa di essere una persona troppo dipendente dai dettami del cuore e dell'anima, intendo ostinatamente non perdere di vista i nostri sogni, gettando il cuore oltre l'ostacolo, lottando fino all'ultima briciola di forza. Di cuore e senza paura, come Gambrinus., per poi magari festeggiare con una birra. Condicio sine qua non La questione è l'interesse per le cose. Grazie Picchio Sabato scorso ho asssistito allo stadio della mia città ad una partita di beneficenza in qualità di inviato per il giornale per il quale scrivo settimanalmente. Sul giornale non mi sarà mai permesso di scrivere cose del genere e quindi mi esprimo liberamente qui. Intervistando i vari personaggi celebri presenti all'evento, ho notato da parte dei più blasonati, una certa superbia, indisponenza, presunzione, delirio di onnipotenza, quasi come se formulare una frase di senso compiuto riguardante l'evento benefico fosse una vera e propria faticata. Ma dico io: se non siete disposti nemmeno ad esprimere un' impressione sull'evento, che ci siete venuti a fare? Solo a farvi pubblicità? Solo a compiacervi nel sentire la folla urlante che impazzisce per la vostra vuota essenza? Mentre tutta la calca di massmediomani da strapazzo a fine partita si svenava per ricevere un autografo dai vari showmen presenti, l'allenatore della Nazionale Parlamentari solo soletto raccoglieva baracca e burattini e si accingeva a dirigersi verso gli spogliatoi. Nessuno forse l'aveva riconosciuto, o comunque nessuno si interessava di lui. Io che sapevo che quel sessantenne pacioccone era il mitico Giancarlo "Picchio" De Sisti, mi sono avvicinato a lui fregandomene altamente di estorcere ulteriori parole ai vari fighetti della tv merdacea che ci ritroviamo. Con la scusa della dichiarazione riguardante l'evento, mi sono fatto una piacevole chiacchierata con De Sisti mentre ci dirigevamo lentamente verso gli spogliatoi. Un uomo disponibile, messosi con entusiasmo alla stregua di un giovane ipotetico giornalista in erba. Non so se da giovane anche lui era arrogante come quegli attori, ma di certo in quest'occasione si è dimostrato un vero signore. Dopo aver scattato una foto con lui, mi ha detto: "Da giovane, quando giocavo con Fiorentina e Roma, avevo ai piedi fans e ragazze a palate. Ora invece sono io a pregare gli altri chiedendo anche solo un sorriso". Altri tempi. Il limiteQuesta spinta propulsiva che nasce dal mio inconscio spesso mi fa pensare che le mie azioni ed il mio futuro siano già stati stabiliti in virtù di meccanismi non eludibili. Le mie passioni mi risultano incontrollabili. E così ho organizzato un futuro viaggio a Firenze con Vittoria, con la scusa del suo18° compleanno e con una bella faccia tosta; mi sono incasinato le giornate iscrivendomi al corso per diventare arbitro di calcio, ho messo su una squadretta di calcetto in una sola giornata di tempo perchè mi mancava troppo calciare quella sfera di cuoio; presto troppo interesse a nuove amicizie senza curarmi di eventuali delusioni future. Ma in fin dei conti, non mi dispiace avere questo limite: quello di non riuscire a restare tra i pali come Zoff. Colpo di coda Non so in quanti abbiate visitato il mio blog in questo periodo di assenza. Forse in pochi, forse nessuno, in fin dei conti non importa. So solo che questo blog è parte di me, non posso permettere che agonizzi in questo stato. Lo riporto alla luce, rigenerato da nuova linfa. Ho ancora tanto da dire e da inventare. Non sono finito. Corsia d'accelerazione Si prospetta proprio così quest' ultimo anno scolastico. Un rettilineo utile a carburare, finalizzato più a pensare al futuro che a concentrarsi sul presente. Ho bisogno di trovare la mia strada, scoprire cosa voglio fare del mio avvenire, qualcosa che io sia davvero motivato a fare, che non sia una faticosa palla al piede da trascinare. Come l'anno scorso, anche quest'estate ho lavorato. Dopo i volantinaggi e i lavaggi dei bus di dodici mesi fa, stavolta ho alternato giornate di lavoro "manuale" come quelle passate al ristorante a fare il cameriere, a ore trascorse nelle vesti di insegnante privato di latino. Ho avuto modo di notare le diverse modalità di guadagnare, quella faticosa e sudata da un lato, quella comoda e privilegiata dall'altro. Per carità, al ristorante mi sono trovato benissimo, retribuito quasi sempre in maniera gratificante, ma soprattutto sono stato accolto come uno di famiglia sin da subito, ambientandomi all' istante grazie alle brave persone che mi hanno dato l'opportunità di farmi sentire parte integrante di quel caloroso staff a conduzione familiare. Ma sono stato davvero sorpreso dalla facilità di guadagno che ho sperimentato con le lezioni private. Mi sono quasi sentito in colpa per aver guadagnato stando seduto comodamente con un ventilatore di fronte a blaterare e sproloquiare regole di latino. Per fortuna, il mio allievo ha saldato il suo debito formativo superando l'esame. Questa esperienza mi servirà a capire l'importanza dello studio. Confrontandola con le altre esperienze fatte finora, spero che si generino in me le motivazioni necessarie per non delapidare il mio potenziale in futuro. D'ora in poi non posso davvero permettermelo. Non l'ho fatto finora, dovrò riuscire a non farlo anche in seguito. L'AmericaEcco gli scritti americani che molti attendono. L'America di certo non è qui fuori. L'America è qui dentro, nei meandri più profondi delle nostre anime. I fortunati sono coloro che riescono a raggiungere quei luoghi, percepirne l'essenza che inebria le dinamiche interpersonali. La capacità di aiutarsi, la volontà di comunicare, riuscire a perpetuare la sollecitudine nei confronti del prossimo nonostante il mondo tenti di sviarti quotidianamente da questo obiettivo. Credere ostinatamente che gli altri si accorgano di tutto ciò. Amare e sperare: questa è l'America. Corpi estraneiNon sono io l'intruso, ma voi che mi avete escluso. TracciaLascio una traccia nel cuore dell'estate
dopo un periodo di totale assenza dal web.
Non dispongo di una connessione da mesi,
domani parto per Los Angeles:
farò una vacanza-studio di due settimane.
In questo periodo di mia lontananza
mi sono dedicato ai miei tanto amati lavori estivi:
quest'anno non si tratta più di lavare autobus
o di fare volantinaggi in località poco raccomandabili.
Sto dando ripetizioni di latino ad un ragazzo ed inoltre
sto facendo il cameriere un paio di volte a settimana,
un'esperienza che continuerà anche al mio ritorno
e che sono riuscito ad apprezzare in pieno
grazie alla paga soddisfacente ed ai compagni di lavoro
che dal primo giorno mi hanno accolto calorosamente.
Un sentito saluto ai miei amici di blog.
Al ritorno forse sarò nuovamente presente come un tempo.
Buona estate! Furti. La vita si diverte a contrarre debiti con me. Io non sono un usuraio, non chiedo interessi, spero solo in un' equa giustizia futura per ogni occasione negatami, ogni torto subito. MuriNei miei meandri più oscuri. L'ignotoE' giunto il momento di attivarsi ed aggredire la vita.
Aspettare potrebbe significare precludersi una miriade di percorsi.
E' il mio turno, gioco le mie carte senza paura.
E lascio che le cose mi portino altrove, verso mete nuove.
DinamiteQuando sono motivato, posso essere devastante,
raggiungere traguardi importanti, sorprendermi ancora,
tornare alle origini, ricordarmi di chi sono stato in passato,
rievocare le mie latenti potenzialità.
Lo dimostra quel n° 1 affiancato al mio nome in quella graduatoria.
Lo spirito di quel bambino è ancora in me,
talvolta torna ad impossessarsi della mia mente.
E quando lo fa, addirittura il destino e la cattiva sorte
possono arrendersi di fronte alla sua forza prepotente.
Come una falce che non lascia scampo ai fili d'erba che incontra.
Quello spirito era costituito da pure motivazioni. ResetDa qualche giorno mi stuzzica un' idea molto drastica,
che il mio animo audace potrebbe anche considerare.
Andarmene, emigrare. Non c'è nulla che mi trattiene.
Eccetto una persona. Peccato che sia fondamentale.
Al momento è solo una flebile pulsione.
Ma non escludo nulla.
Questa gente non mi merita.
Ma io merito una chance altrove. 18 anniPotenzialmente cambierebbe tutto,
in realtà non cambia quasi niente.
Non riesco a non guardarmi per un attimo indietro.
Le capacità fuori dal comune, l'enfant prodige,
l'atlante geografico, gli album dei calciatori,
la scuola calcio, le gare di matematica,
l'esperienza in televisione, la popolarità,
un articolo di giornale, la vincita al Totocalcio,
i viaggi in Inghilterra, il coro, le amiche,
l'innamoramento non corrisposto,
il basket, il blog, l'incomprensione,
la scommessa, la forza di volontà,
le esperienze lavorative, il bet.
Un percorso che non è mai stato banale.
Diciotto anni vissuti piuttosto pericolosamente.
Grazie per le numerose manifestazioni di affetto che ho ricevuto per l'occasione. Croce rossaE' meglio non spararci contro, almeno in pubblico.
Ma certi atteggiamenti da parte di professionisti
presumibilmente con decenni di esperienza
restano totalmente inspiegabili e riprovevoli. Senso unicoQuando accendi gli abbaglianti
scommettendo sul mio potenziale
non posso tirarmi indietro. Mai stato più semplice recuperare frammenti di oblio. L'ecoDei tuoi "no". SparaQuando ti sentivi re, quando ti scopri pedina,
quando sei sacrificato per salvare la regina.
(99 Posse - Spara)LadriDi tempo, di gioventù, di anime.
Si spera almeno nel riscatto futuro. 2009Spero passi molto molto lentamente. |
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